5 foto per raccontare…
Jun 20
Accidenti, un mese e una settimana dall’ultimo post su questo blog… Il ritmo delle mie giornate Montevideane in quest’ultimo periodo si è fatto davvero sostenuto, tra il lavoro con i bambini a scuola e i vari coinvolgimenti con la locale comunità di utenti di Linux… Approfitto di una giornata tranquilla – qui, tanto per cambiare, è festa nazionale e le scuole sono chiuse – e del fatto che una mezza influenza in corso mi costringe a restare a casa per poter finalmente dare corpo a un’idea che avevo in mente da un po’ di tempo: fare un riassuntino con alcune fotografie chiave di quelle che sono state le mie esperienze di queste ultime settimane. Non necessariamente cose che mi hanno cambiato la vita, ma spero possano interessare a qualcuno dei miei pochi lettori.
Ho scelto 5 foto, via con la prima, che è molto poco personale:
Plaza Independencia, il cuore della Ciudad Vieja, è stata invasa da un’orda di orsi. Sono quelli di United Buddy Bears, un’installazione artistica di livello mondiale che si muove di città in città promuovendo i valori della fratellanza e dell’uguaglianza, ma soprattutto raccogliendo fondi per bambini bisognosi. È composta da un orso per ogni paese del mondo, ciascuno dipinto da un artista di quel paese. Gli orsi sono tutti nella stessa posizione, con le braccia alzate (pardon, le zampe alzate) come per prendersi tutti per mano e formare una sorta di girotondo.
Per inciso, quello Italiano non mi piaceva per nulla. Quello Uruguayo è stato oggetto di insulti veri e propri, finchè non è stato sostituito. Quello Irlandese, beh, quello Irlandese era spettacolare..
Ho messo su Picasa l’intera serie di foto scattate ai pupazzoni, le trovate qui.
E ora la seconda foto, decisamente più forte della precedente:
L’ho scattata mentre percorrevo, accompagnato dalla mia amica e collega Francesca e dalla direttrice di una scuola, uno dei quartieri più poveri di Montevideo, conosciuto come “il Borro”. Rosario (questo il nome della direttrice, gran brava persona) ci ha voluto mostrare l’altra faccia della città, portandoci dove la legalità non esiste, l’igiene non esiste, la droga comanda, i bambini hanno poche speranze di un futuro dignitoso.
Penso che non dimenticherò mai i loro sguardi, tra il curioso e il diffidente, mentre ci guardavano camminare per le stradine contornate di rifiuti. Lì si parla di povertà strutturale: dagli anni ’50 a oggi, varie generazioni sono nate e cresciute in mezzo alle baracche e alla spazzatura, radunata dal resto della città per poter estrarre qualcosa di vendibile.
Ad ogni modo, è stata una bella esperienza: la scuola lì è una realtà molto importante ed è stato un vero piacere essere accolto da Rosario e dalle sue maestre, che ora aspettano con ansia la consegna dei laptop: per ragioni di sicurezza (?) loro saranno tra gli ultimi a riceverli..
Proseguendo in ordine cronologico, ecco invece qualcosa di più leggero, ma che mi ha dato parecchia soddisfazione:
Mi è stato chiesto di rappresentare il LATU, e in particolare degli sforzi che si stanno facendo dentro al Plan Ceibal per l’accessibilità delle macchine, durante il Foro de Innovación de las Américas, che quest’anno si è tenuto proprio qui a Montevideo, presso l’hotel Radisson di Plaza Independencia. Se penso che solo una settimana prima ero in mezzo alla miseria nera…
È stata una bella occasione per raccogliere contatti e per presentare i miei progetti. Ora ho anche una nuova amica a Boston, che lavora per il MIT!
Nella foto, scattata dopo il pranzo, compaiono da sinistra a destra: Kendra (MIT), Serrana (IDB), Isabel (LATU), e Carlos (IDB).
E ora la quarta foto, frutto di una gita molto rapida a Punta del Este, una delle località turistiche più famose dell’Uruguay:
Ci sono stato in un giorno dal clima incerto, come dimostra il cielo, perchè in realtà ero lì per fare visita a due scuole. Ancora una volta sono rimasto impressionato dalle due facce di questo paese, una misera e l’altra quasi disgustosamente sfarzosa. Nella foto si vede solo la famosa mano che sorge dalla sabbia, ma tutto intorno è un proliferare di ville, palazzoni di lusso, casinò, ristoranti.. metterò su Picasa qualche foto in più..
E ora l’ultima foto di questa serie, scattata all’inizio del terzo Ceibal Jam:
Si tratta di un incontro per sviluppatori volontari di software per il laptop XO. Ho avuto la possibilità di gestire direttamente un laboratorio di due giorni sul tema dell’accessibilità e del software per diversamente abili, rinforzando amicizie e mettendo in comunicazione gente. Bello, davvero bello. Due sabati, dalle 9.00 del mattino alle 23.00. Se non ci fosse la passione..
Ma sì dai, un’altra foto… che se avete letto fino a qui è perchè questo racconto per tappe un po’ vi ha entusiasmato:
Eccomi di nuovo nel Borro, questa volta accompagnato dagli amici di CLD (Cultura Libre Digitál, conosciuti durante la preparazione del FLISOL). Abbiamo “liberato”, in sole 4 ore di lavoro, un intero laboratorio di informatica, installando Linux e molto software didattico open source su oltre 20 macchine, ottimizzando la configurazione della rete e mettendoci a disposizione delle maestre per dubbi e domande, soprattutto rispetto all’XO.
Nella foto teniamo in mano delle scatolette blu, con scritto sopra “China Aid”: i computer sono una donazione dell’ambasciata cinese, dovuta al fatto che la scuola porta il nome della “República Populár China”. Nelle scatolette c’era un cd con Kylin Linux e un manuale d’uso.
Ecco, ce l’ho fatta… ciascuno di questi eventi avrebbe meritato un post a sè, lo so. Ci sarebbero milioni di altre cose da raccontare. Ho volutamente lasciato fuori l’esperienza nelle scuole, che è il principale motivo per cui sono qui. Ci sarebbe di che scrivere un libro. Ora mancano appena due settimane al mio ritorno, presto potrò reincontrare vecchi amici e raccontare in prima persona…







Questo è il mio weblog personale.
Ciao fratello, questo tuo scritto conferma il fatto che la tua esperienza è stata veramente significativa!!! Insieme al classico bagaglio portane a casa anche uno dei ricordi: mettici tutto ciò che non vuoi dimenticare mai!!! Mettici lo sguardo dei bambini che hai incontrato lì e soprattutto la loro capacità di guardare il mondo e di sognare.
Buon viaggio di ritorno e…ci vediamo a Malpensa!!!!
Laura