Impressioni di Maggio

mag 16

Spiaggia di Malvin, Montevideo

Spiaggia di Malvin, Montevideo (foto di Fabio Serenelli)

Luce grigiastra di una domenica mattina, sono sveglio da circa 3 ore ma mi sono alzato con calma, mi sono lavato con calma, ho fatto colazione con calma. L’autunno caldo che ha abbracciato Montevideo in questi giorni, toccando godibilissime punte di 26 gradi, sembra ormai sfiorito. In cielo si rincorrono nubi veloci, spazzate dal vento umido che sale dal mare e che lascia uno strano odore sulla biancheria stesa ad asciugare, non proprio qualcosa di piacevole, per quanto caratteristico. Almeno per me, che rientrando in questa casa a tre cuadras dal mare ho avuto la sensazione di potermi muovere ad occhi chiusi, seguendo solo gli odori.

Sono ormai qui da 11 giorni, anche se mi sembra di essere in viaggio da più di un mese. Gli appuntamenti con le autorità locali, con le scuole, con le maestre, con i bambini si sono susseguiti senza sosta. Ho rivisto gli amici, tanti, e ho già condiviso con loro molto del mio tempo, per raccontare storie e farmene raccontare.. Ieri c’è stato anche l’incontro di CeibalJam, un gruppo di attivisti del software libero, sviluppatori volontari con cui ho iniziato un progetto l’anno scorso e che lavorano con una passione spaventosa.

Le Ceibalitas (così chiamano qui i laptop di OLPC) sono dappertutto: per strada e sugli autobus capita spesso di vedere bambinetti di 7/8 anni – anche bambinette – tutti intenti a spiegare alla mamma o al fratellino di turno gli arcani misteri della computadora.. A scuola tutti mi ripetono più o meno la stessa cosa: i bambini portano con sè il computer tutti i giorni, le maestre lo usano una, due o tre volte alla settimana nella didattica, molte macchine si rompono (ovvio, non da sole… i bambini sono bambini) e le riparazioni richiedono un bel po’ di tempo… ho anche avuto modo di fare un test di competenza d’uso in una classe, rilevando un buon livello di competenza ma una scarsa consapevolezza. Insomma, credo che qui siano quasi tutti in una fase di innamoramento tecnologico, che però comincia già a dare segni di disillusione, soprattutto nelle maestre. La loro principale lamentela, in effetti, non fa una grinza: hanno ricevuto questi computer, ma preparare una lezione basata sull’uso di questa risorsa non tradizionale richiede il doppio, se non il triplo o il quadruplo del tempo. E qui, per intenderci, una maestra guadagna così poco da essere praticamente costretta a fare il doppio turno, lavorando in due scuole diverse per un totale di 8 ore al giorno. Come dare loro torto?

Domani sarà  giorno di vacanza, non ho capito bene per cosa… ne approfitterò per passare un po’ di tempo con gli amici ma anche per fare ordine tra i miei materiali…

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