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		<title>Spo-torno subito&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono concesso qualche giorno di riposante vacanza in quel di Spotorno, sulla riviera di Ponente.. da domani tornerò però alla normalità! Buone vacanze ai miei lettori&#8230; e ricordatevi, se siete nei paraggi di Bergamo, che tra poco più di una settimana inizia IsolaFolk!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display:block;margin-right:auto;margin-left:auto;" alt="image" src="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/08/wpid-2010-08-18-13.31.49.jpg" /></p>
<p>Mi sono concesso qualche giorno di riposante vacanza in quel di Spotorno, sulla riviera di Ponente.. da domani tornerò però alla normalità!</p>
<p>Buone vacanze ai miei lettori&#8230; e ricordatevi, se siete nei paraggi di Bergamo, che tra poco più di una settimana inizia <a href="http://isolafolk.com/">IsolaFolk</a>!</p>
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		<title>Un bergamasco in Google</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 17:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto di seguito un post che avevo scritto mentre il treno, lo scorso lunedì 26 luglio, mi riportava verso casa. Quel pomeriggio sono stato ospite di una delle multinazionali più discusse del momento&#8230; Sono di ritorno da un interessantissimo incontro, quasi faccia a faccia, con T. V. Raman, un simpatico ingegnere indiano che lavora per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto di seguito un post che avevo scritto mentre il treno, lo scorso lunedì 26 luglio, mi riportava verso casa. Quel pomeriggio sono stato ospite di una delle multinazionali più discusse del momento&#8230;</p>
<blockquote><p>Sono di ritorno da un interessantissimo incontro, quasi faccia a faccia, con <a href="http://emacspeak.sf.net/raman">T. V. Raman</a>, un simpatico ingegnere indiano che lavora per Google.</p>
<p>Quest&#8217;uomo, a causa di un glaucoma che lo ha colpito in gioventù, è cieco dall&#8217;età di 14 anni. Non ha però mai perso la sua precedente passione per i puzzle e per la matematica, passione che l&#8217;ha portato a lavorare a svariati progetti riguardanti l&#8217;accessibilità informatica. </p>
<p>Attualmente, come lui stesso raccontava oggi nella <em>lussuriosa</em> sede di Goggle Milano, a me e altri pochi fortunati che hanno avuto un invito ad incontrarlo, sta lavorando al progetto <a href="http://code.google.com/p/eyes-free/">eyes-free</a>, una suite di applicazioni che serviranno a rendere i telefoni con Google Android dei veri terminali accessibili. </p>
<p>Tra le tante suggestioni positive che mi porto via da questo seminario (che poi, di fatto, si è tenuto nella piccola ma molto accogliente mensa di Google) lascio qui due pensieri:</p>
<ul>
<li>accessibilità non significa solo accesso a dei contenuti. Raman ha usato anche queste due parole per definirla: economicità (lui ha detto <em>affordability</em>, che forse ha un significato più ampio..) e copertura (<em>coverage</em>).Quindi la sua idea di accessibilità ha a che fare con l&#8217;ubiquità, e questo <em>mi piace</em>.</li>
<li>quando ho sollevato la questione dell&#8217;altissima complessità del web (vista dal punto di chi accede alle pagine usando software speciale), Raman mi ha proposto una bella metafora: <em>l&#8217;HTML ha una splendida struttura ad albero, che dovrebbe renderlo facile da percorrere gerarchicamente. Ma in realtà le pagine web sono foreste, fatte di alberi, arbusti, cespugli, e noi dobbiamo cercare dei sentieri in questi boschi, sentieri che qualcun altro ha idealmente percorso o disegnato per noi. Questi sentieri devono esistere, sono percorsi di senso, che anche gli utenti normodotati usano per muoversi tra le pagine.</em></li>
</ul>
</blockquote>
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		<title>Back from Barcelona :)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 13:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo qualche settimana di inattività sul blog torno rapidamente a scrivere per aggiornare i miei due o tre lettori sui miei spostamenti&#8230; Dopo il quasi-mese trascorso in Uruguay a Maggio, di cui ho parlato qui, qui e qui, sono stato alla prima conferenza internazionale sui Personal Learning Environments di Barcellona. Lì ho condotto un workshop [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo qualche settimana di inattività sul blog torno rapidamente a scrivere per aggiornare i miei due o tre lettori sui miei spostamenti&#8230; Dopo il quasi-mese trascorso in Uruguay a Maggio, di cui ho parlato <a href="http://www.mangiatordi.net/2010/05/05/di-nuovo-in-viaggio/">qui</a>, <a href="http://www.mangiatordi.net/2010/05/16/impressioni-di-maggio/">qui</a> e <a href="http://www.mangiatordi.net/2010/06/05/in-viaggio-verso-casa/">qui</a>, sono stato alla prima conferenza internazionale sui <a href="http://pleconference.citilab.eu/">Personal Learning Environments</a> di Barcellona.</p>
<p>Lì ho condotto un workshop sul tema del rapporto che gli studenti universitari hanno con i nuovi media (basato su due anni di raccolte di dati quantitativi e qualitativi dell&#8217;<a href="http://numediabios.eu/">Osservatorio Nuovi Media</a>) ed ho presentato un paper scritto a quattro mani con Fabio Serenelli, intitolato &#8220;The OLPC XO laptop as a PLE&#8221;&#8230; molte sigle per un titolo!</p>
<p>Eccovi le slide della mia presentazione&#8230;</p>
<div id="__ss_4752255" style="width: 425px;"><strong><a title="The OLPC XO laptop as a PLE" href="http://www.slideshare.net/andrea.mangiatordi/the-olpc-xo-aptop-as-a-ple">The OLPC XO laptop as a PLE</a></strong><object id="__sse4752255" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=plebcn-100714072041-phpapp02&amp;stripped_title=the-olpc-xo-aptop-as-a-ple" /><param name="name" value="__sse4752255" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4752255" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=plebcn-100714072041-phpapp02&amp;stripped_title=the-olpc-xo-aptop-as-a-ple" name="__sse4752255" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/andrea.mangiatordi">andrea.mangiatordi</a>.</div>
</div>
<p>Come potete vedere l&#8217;idea principale che abbiamo portato avanti è che il vero punto di forza dell&#8217;XO laptop consista nell&#8217;essere un artefatto cognitivo condiviso, marcatore dell&#8217;appartenenza ad una comunità. Costituisce un ambiente di apprendimento personale ma è anche un mezzo per la creazione di contatti con altri learners.</p>
<p>Ora sono di nuovo a casa mia, e mi tocca scrivere la tesi di dottorato. Forza e coraggio! Sono quasi a pagina 80! Yu-hu!</p>
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		<title>Piccola aggiunta al blog</title>
		<link>http://www.mangiatordi.net/2010/06/05/piccola-aggiunta-al-blog-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 13:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da pochi giorni, complice il fatto di aver installato il comodo client Twitter per Android sul mio HTC Dream, mi sono messo di buzzo buono e ho deciso di provare ad usare per un po&#8217; il famoso servizio di microblogging. Qui trovate la mia pagina, se siete utenti addatemi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/06/twitter.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-265" title="twitter" src="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/06/twitter.png" alt="logo di twitter" width="256" height="256" /></a>Da pochi giorni, complice il fatto di aver installato il comodo client <strong>Twitter per Android</strong> sul mio <strong>HTC Dream</strong>, mi sono messo di buzzo buono e ho deciso di provare ad usare per un po&#8217; <a href="http://twitter.com/"><strong>il famoso servizio di microblogging</strong></a>.</p>
<p><a href="http://twitter.com/andreamangia"><strong>Qui</strong></a> trovate la mia pagina, se siete utenti <strong>addatemi</strong>! <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>In viaggio verso casa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 12:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto, con alcuni giorni di ritardo, alcune righe scribacchiate sull&#8217;aereo durante il mio ultimo viaggio di ritorno dal Sud America: 11.17 del mattino, ora Italiana. 6.17 del mattino, ora Uruguaya. Sono di nuovo sospeso sopra l&#8217;Atlantico, anche se le rassicuranti grafiche che appaiono sui monitor mi danno ormai prossimo al territorio Marocchino. Un altro paragrafo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto, con alcuni giorni di ritardo, alcune righe scribacchiate sull&#8217;aereo durante il mio ultimo viaggio di ritorno dal Sud America:</p>
<blockquote><p>
11.17 del mattino, ora Italiana. 6.17 del mattino, ora Uruguaya. Sono di nuovo sospeso sopra l&#8217;Atlantico, anche se le rassicuranti grafiche che appaiono sui monitor mi danno ormai prossimo al territorio Marocchino. Un altro paragrafo si sta chiudendo.</p></blockquote>
<p><span id="more-257"></span></p>
<blockquote><p>
Cosa mi porto dietro da questo (quasi) mese passato laggiù? Moltissimo. Anzitutto ho avuto il tempo di consolidare vecchie amicizie e di trovarne di nuove. Ho ritrovato bambini che si ricordavano di me come se fossi stato con loro per tutto l&#8217;anno. Ho visto la crescita imponente di un progetto che molti guardano con una qualche sfumatura di dubbio (il sottoscritto compreso) ma che sta dando innegabilmente frutti positivi (insieme, ovviamente, a qualche frutto negativo). Ma soprattutto, ho magnato e sbevazzato!!!<br />
Dalle rilevazioni che ho fatto sul campo sembra saltar fuori che l&#8217;implementazione di OLPC sia utile soprattutto nelle fasce più problematiche della popolazione, e che sui bambini diversamente abili (ho in testa un po&#8217; di confusione terminologica, quindi rimango incollato al termine medico) abbia gli effetti più interessanti. Dico &#8220;sembra&#8221; giusto perchè non ho ancora potuto studiare a fondo tutto il mio raccolto, ma la mia impressione generale è positiva. Certo, se le macchine non fossero così tremendamente leeente e se le maestre riuscissero ad usarle con una frequenza un po&#8217; più alta&#8230; sarebbe tutta un&#8217;altra storia.<br />
Ora mi aspettano alcuni mesi di lavoro abbastanza duro sulla tesi di PhD, anche perchè in un impeto di masochismo ho deciso di scriverla in inglese. Un investimento per il futuro, mettiamola così.<br />
Alla prossima&#8230;</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Impressioni di Maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 14:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luce grigiastra di una domenica mattina, sono sveglio da circa 3 ore ma mi sono alzato con calma, mi sono lavato con calma, ho fatto colazione con calma. L&#8217;autunno caldo che ha abbracciato Montevideo in questi giorni, toccando godibilissime punte di 26 gradi, sembra ormai sfiorito. In cielo si rincorrono nubi veloci, spazzate dal vento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_253" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/05/29507_1401196543133_1028904820_1156080_6340220_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-253" title="Spiaggia di Malvin, Montevideo" src="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/05/29507_1401196543133_1028904820_1156080_6340220_n-300x300.jpg" alt="Spiaggia di Malvin, Montevideo" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Spiaggia di Malvin, Montevideo (foto di Fabio Serenelli)</p></div>
<p>Luce grigiastra di una domenica mattina, sono sveglio da circa 3 ore ma mi sono alzato con calma, mi sono lavato con calma, ho fatto colazione con calma. L&#8217;autunno caldo che ha abbracciato Montevideo in questi giorni, toccando godibilissime punte di 26 gradi, sembra ormai sfiorito. In cielo si rincorrono nubi veloci, spazzate dal vento umido che sale dal mare e che lascia uno strano odore sulla biancheria stesa ad asciugare, non proprio qualcosa di piacevole, per quanto caratteristico. Almeno per me, che rientrando in questa casa a tre cuadras dal mare ho avuto la sensazione di potermi muovere ad occhi chiusi, seguendo solo gli odori.</p>
<p><span id="more-252"></span>Sono ormai qui da 11 giorni, anche se mi sembra di essere in viaggio da più di un mese. Gli appuntamenti con le autorità locali, con le scuole, con le maestre, con i bambini si sono susseguiti senza sosta. Ho rivisto gli amici, tanti, e ho già condiviso con loro molto del mio tempo, per raccontare storie e farmene raccontare.. Ieri c&#8217;è stato anche l&#8217;incontro di <a href="http://ceibaljam.org/">CeibalJam</a>, un gruppo di attivisti del software libero, sviluppatori volontari con cui ho iniziato un progetto l&#8217;anno scorso e che lavorano con una passione spaventosa.</p>
<p>Le Ceibalitas (così chiamano qui i laptop di OLPC) sono dappertutto: per strada e sugli autobus capita spesso di vedere bambinetti di 7/8 anni &#8211; anche bambinette &#8211; tutti intenti a spiegare alla mamma o al fratellino di turno gli arcani misteri della computadora.. A scuola tutti mi ripetono più o meno la stessa cosa: i bambini portano con sè il computer tutti i giorni, le maestre lo usano una, due o tre volte alla settimana nella didattica, molte macchine si rompono (ovvio, non da sole&#8230; i bambini sono bambini) e le riparazioni richiedono un bel po&#8217; di tempo&#8230; ho anche avuto modo di fare un test di competenza d&#8217;uso in una classe, rilevando un buon livello di competenza ma una scarsa consapevolezza. Insomma, credo che qui siano quasi tutti in una fase di innamoramento tecnologico, che però comincia già a dare segni di disillusione, soprattutto nelle maestre. La loro principale lamentela, in effetti, non fa una grinza: hanno ricevuto questi computer, ma preparare una lezione basata sull&#8217;uso di questa risorsa non tradizionale richiede il doppio, se non il triplo o il quadruplo del tempo. E qui, per intenderci, una maestra guadagna così poco da essere praticamente costretta a fare il doppio turno, lavorando in due scuole diverse per un totale di 8 ore al giorno. Come dare loro torto?</p>
<p>Domani sarà  giorno di vacanza, non ho capito bene per cosa&#8230; ne approfitterò per passare un po&#8217; di tempo con gli amici ma anche per fare ordine tra i miei materiali&#8230;</p>
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		<title>Di nuovo in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 12:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maggio è appena iniziato, ma per me sarà un maggio strano: per il secondo anno consecutivo mi perderò l&#8217;esplosione della primavera &#8211; che, comunque, non è sembrata finora molto esplosiva&#8230; &#8211; e mi immergerò nell&#8217;autunno Uruguayo. Come l&#8217;anno scorso, ma stavolta per un periodo più breve, un mese scarso. Scrivo queste righe mentre, per dirla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio è appena iniziato, ma per me sarà un maggio strano: per il secondo anno consecutivo mi perderò l&#8217;esplosione della primavera &#8211; che, comunque, non è sembrata finora molto <em>esplosiva</em>&#8230; &#8211; e mi immergerò nell&#8217;autunno Uruguayo. Come l&#8217;anno scorso, ma stavolta per un periodo più breve, un mese scarso. Scrivo queste righe mentre, per dirla un po&#8217; alla Baricco, ho sotto il sedere qualche centimetro di sedile, la stiva di un aereo e poi qualche chilometro di vuoto, ma nelle orecchie la musica che il mio iPod seleziona premurosamente per me. Sembra in grado di percepire i miei stati d&#8217;animo, alternando canti tradizionali irlandesi, che parlano per lo più di addii e di partenze, a una cover di <em>Losing my religion</em> cantata da Tori Amos..</p>
<p><span id="more-249"></span></p>
<p>Il pilota ha appena annunciato che l&#8217;itinerario previsto ci porterà a sorvolare il Sahara, speriamo non ci siano nuvole. C&#8217;è una telecamera sulla coda che mostra l&#8217;aereo dall&#8217;alto, davanti e sotto di noi ci sono molte nuvole, almeno per ora.</p>
<p>Mentre scrivo mi immagino l&#8217;arrivo a Montevideo, che in realtà sarà solo domani. Per stanotte mi fermerò a Buenos Aires, in un B&amp;B della Recoleta, quartiere turistico e molto pittoresco. Le foto sul sito promettono molto bene, con quello stile un po&#8217; decadente che tanto mi piace e che è un po&#8217; tipico di questa parte di mondo. Mi immagino l&#8217;arrivo a Montevideo di domani, quando potrò riabbracciare amici, rivedere strade e spiagge, riannusare odori, raccontare storie. Stanotte, mentre mi rigiravo nel letto nel vano tentativo di prendere sonno, onde di parole in Spagnolo &#8211; anzi, in <em>Rioplatense</em> &#8211; emergevano continuamente dai miei pensieri e delle mie preoccupazioni. Ho davanti l&#8217;ultima parte &#8211; cruciale &#8211; del mio lavoro sul campo, che mi permetterà di concludere la mia tesi di dottorato in modo dignitoso. A questo pensiero fisso si mescolano frasi, interi discorsi che dovrò presto fare, spiccano le espressioni idiomatiche, che mi sono rimaste appiccicate allo Spagnolo scolastico che conoscevo e che ora mi sembra di non poter ricordare più, sepolto com&#8217;è sotto i <em>tá</em>, i <em>vos</em>, i <em>che,</em> le <em>y</em> e le <em>ll</em> che suonano identiche (al punto che in Uruguay ho visto bambini che invece di scrivere <em>yo</em> si lanciavano in imporbabili <em>llo</em>).</p>
<p>Presto rivedrò soprattutto i bambini, quelli che l&#8217;anno scorso mi hanno dato tante soddisfazioni e che ora, chissà&#8230; saranno diventati tutti smanettoni? Avranno imparato a ricompilarsi il kernel, sulle loro macchinette infestanti piene di software libero? Mi sa di no, ma so che mi divertirò ancora con loro. Ho intenzione di tornare presto a visitare il Borro, una delle zone più povere e desolate di Montevideo, dove la spazzatura è lavoro, la droga una necessità, la scuola un&#8217;isola felice, la vita, ahimè, spazzatura.. Un cerchio che si chiude tristemente. Mi ci hanno invitato alcune maestre conosciute l&#8217;anno scorso, non mancherò l&#8217;occasione di portare un po&#8217; di quel che so anche lì dove gli autoctoni hanno paura a mettere piede.</p>
<p>***</p>
<p>Ora ho pure pranzato, con il classico vassoio da aereo dove non si capisce quale plastica faccia parte del packaging e quale sia quella da mangiare.. Dietro di me ho due bambini che ogni dieci minuti frignano per qualcosa, ma fortunatamente l&#8217;iPod riesce a sovrastare le loro vocine. Ora il mio fido player musicale mi propone &#8220;The hill&#8221;, dalla colonna sonora di Once, film molto bello, dove ad un certo punto si scopre che la protagonista femminile vive a due palazzi di distanza da dove una volta, con la mia metà, ho preso in affitto un appartamentino per le vacanze. A Dublino, ovvio.</p>
<p>Toh, il Sahara&#8230; me lo aspettavo proprio così: color sabbia.</p>
<p>Le hostess sono appena passate a consegnare una copia del modulo da compilare per l&#8217;ufficio immigrazione, che mi riporta con i piedi per terra &#8211; metaforicamente parlando &#8211; e risveglia in me un ricordo che avevo Freudianamente rimosso: <em>la burocrazia</em>. Questo è il primo di quei tre o quattro moduli di dati anagrafici e domande varie sul mio bagaglio che dovrò compilare tra oggi e domani.</p>
<p>Stamattina mi sono letto mezzo Wired di maggio nel tragitto Milano-Madrid: proprio un anno fa su quella rivista, che molti sembrano adorare al di là di ogni logica, mentre altri denigrano, ci era finito proprio il sottoscritto. Proprio gazie al fatto di essere in Uruguay. E ora che ci sto tornando, Negroponte ha già annunciato l&#8217;arrivo per il 2012 di un XO 3 in formato tablet, cioè la versione povera dell&#8217;iPad che è il discusso oggetto tecnologico del momento. E proprio dalle pagine di Wired mi dice: mettermo 100 libri su ogni computer, con la possibilità di condividerli. Così ogni bambino di un villaggio africano ne avrà a disposizione centinaia e centinaia. Migliaia. Decine di migliaia, a seconda delle dimensioni del villaggio. Forte. Ma serve un tablet?</p>
<p>Bah, mi sa che ora mi metterò a sistemare un po&#8217; il capitolo della mia tesi dedicato al progetto, per ammazzare il tempo. Riuscirò a pubblicare questo post solo stasera, quando arriverò al B&amp;B, perciò se siete arrivati a leggere fino a qui, sappiate che molto probabilmente in questo momento sto dormendo, o sono su un traghetto, nel mezzo del Rio de la PLata&#8230;</p>
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		<title>E anche il Code Jam è andato&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 11:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mio post precedente parlavo di un evento che ho organizzato insieme agli altri membri del BGlug e che si è svolto proprio ieri&#8230; Ho avuto l&#8217;occasione di smuovere le acque del progetto Farfalla, grazie alla preziosa collaborazione di 5 indomiti smanettoni che si sono generosamente aggregati. Il mio grazie va in particolare a Renato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img title="Logo del Bergamo Code Jam" src="http://bglug.it/wp-content/uploads/2010/02/logo_bcj-300x25.png" alt="" width="300" height="25" /><p class="wp-caption-text">Logo del Bergamo Code Jam</p></div>
<p>Nel mio post precedente parlavo di un evento che ho organizzato insieme agli altri membri del <a href="http://bglug.it"><strong>BGlug</strong></a> e che si è svolto proprio ieri&#8230;</p>
<p>Ho avuto l&#8217;occasione di smuovere le acque del <a href="http://farfalla-project.org">progetto Farfalla</a>, grazie alla preziosa collaborazione di 5 indomiti smanettoni che si sono generosamente aggregati. Il mio grazie va in particolare a <a href="http://renato.dapra.eu/"><strong>Renato</strong></a>, <a href="http://www.darioghilardi.com/"><strong>Dario</strong></a>, <strong>Enrico</strong>, <a href="http://www.lasfidacontinua.it/"><strong>Roberto</strong></a> ed <a href="http://earlati.freehostia.com/"><strong>Enzo</strong></a> per essersi messi a sbattere la testa sul codice, ma anche a <a href="http://giuseppecapizzi.carbonmade.com/"><strong>Giuseppe</strong></a> e <a href="http://flavio.castelli.name"><strong>Flavio</strong></a> per le consulenze volanti, a <a href="http://marcomorosini.it/"><strong>Marco</strong></a> e <strong>Tony</strong> per il supporto, ad <a href="http://picasaweb.google.com/ermanno.novali"><strong>Ermanno</strong></a> per le foto, a tutti i presenti per aver fatto di questa iniziativa qualcosa di appassionante, di divertente, di indimenticabile!!</p>
<p>Anche se non eravamo in molti (una quindicina di persone in tutto) sono molto soddisfatto: è stata una grande giornata per il <strong>Software Libero</strong>, soprattutto perché persone con conoscenze ed esperienze diverse si sono sedute attorno agli stessi tavoli per condividere e darsi una mano a vicenda.</p>
<p>Credo che a breve riprenderemo il discorso durante i nostri incontri del mercoledì sera.</p>
<p>Avanti così!</p>
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		<title>Sono un infedele insolvente :)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eh sì, mi ero prefisso l&#8217;impegno di un post a settimana, con tanto di promemoria automatizzato in agenda, ma non ce l&#8217;ho fatta.. potrei scusarmi dicendo che è un periodaccio ed ho moltissimo lavoro, ma chi non potrebbe dire lo stesso? Mmm, in realtà due o tre nomi mi vengono in mente, ma sarò buono&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh sì, mi ero prefisso l&#8217;impegno di un post a settimana, con tanto di promemoria automatizzato in agenda, ma non ce l&#8217;ho fatta.. potrei scusarmi dicendo che è un periodaccio ed ho moltissimo lavoro, ma chi non potrebbe dire lo stesso? Mmm, in realtà due o tre nomi mi vengono in mente, ma sarò buono&#8230; <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nell&#8217;ultimo mese e mezzo in realtà mi è successo di tutto&#8230; sono stato in giro per convegni, uno all&#8217;estero, nella bellissima <strong><a href="http://www.bildung.at/nml-conference2010/">Vienna</a></strong>, e gli altri due qui in Italia, anche se in regioni molto distanti. Ho iniziato un piccolo progetto con l&#8217;Ufficio Disabili della mia università e ho scritto un po&#8217; della mia tesi, più qualche articolo che ho presentato ad alcune conferenze, un po qua, un po là..</p>
<p>La vera notizia di queste ultime settimane è che il <a href="http://farfalla-project.org"><strong>progetto Farfalla</strong></a>, mia creatura lasciata un po&#8217; da parte ultimamente, rinascerà in grande stile a breve, grazie all&#8217;appoggio dei volontari del <a href="http://bglug.it"><strong>BGlug</strong></a> e all&#8217;iniziativa che stiamo organizzando per la prima volta quest&#8217;anno, il <strong><a href="http://bglug.it/code-jam-2010">Bergamo Code Jam</a><span style="font-weight: normal;">. L&#8217;evento si terrà il 27 marzo prossimo e a breve sforneremo una locandina&#8230;</span></strong></p>
<p>Spero di tornare a scrivere con regolarità a breve, soprattutto di cose un po&#8217; meno da smanettoni, visto che qualcuno mi dice che ultimamente sono troppo geek <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel frattempo, buon <a href="http://www.irlandando.it/st-patricks-day/storia-del-st-patricks-day/">San Patrizio</a> a tutti!</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></strong></p>
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		<title>Un tremore sotto i piedi: Steve McCurry a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano, Palazzo della Ragione. In una fredda ma soleggiata mattina di gennaio ho avuto il piacere di visitare la prima mostra di istantanee di Steve McCurry. Ingresso alle ore 10.30. Alle 10.32 ero già rapito dall&#8217;intensità delle fotografie: occhi di paesi lontani, gesti cristallizzati e cieli apocalittici. In un momento non precisato, tra le 10.34 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, Palazzo della Ragione. In una fredda <em>ma soleggiata</em> mattina di gennaio ho avuto il piacere di visitare la prima mostra di istantanee di <a href="http://www.stevemccurry.com/">Steve McCurry</a>.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><img class=" " title="Una delle fotografie esposte: donne sorprese da una tempesta di sabbia in India - copyright di Steve McCurry" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Arts/Arts_/Pictures/2008/05/08/mccurry512.jpg" alt="Una delle fotografie esposte: donne sorprese da una tempesta di sabbia in India - copyright di Steve McCurry" width="300" /><p class="wp-caption-text">Una delle fotografie esposte: donne sorprese da una tempesta di sabbia in India - copyright di Steve McCurry</p></div>
<p>Ingresso alle ore 10.30. Alle 10.32 ero già rapito dall&#8217;intensità delle fotografie: occhi di paesi lontani, gesti cristallizzati e cieli apocalittici.</p>
<p>In un momento non precisato, tra le 10.34 e le 10.36, ho avvertito un tremito. Sotto le suole delle scarpe. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stendhal">Sindrome di Stendhal</a>? No, <em>metropolitana</em>. Miseria, mi son detto, siamo sicuri che il palazzo regga?</p>
<p>Verso le 11.45 sono uscito di lì, arricchito.</p>
<p><a href="http://www.stevemccurrymilano.it/">Andateci</a>!</p>
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