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	<title>qwerty &#187; Apple</title>
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	<description>...alle volte, il caso...</description>
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		<title>Firmware 2.0 per iPod Touch</title>
		<link>http://www.mangiatordi.net/2008/07/13/firmware-20-per-ipod-touch/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 23:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[delusioni]]></category>
		<category><![CDATA[firmware]]></category>
		<category><![CDATA[iPod Touch]]></category>
		<category><![CDATA[iTunes]]></category>

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		<description><![CDATA[Essendo il sottoscritto un felice, felicissimo possessore di iPod Touch (16 Giga, avuto in sconto per via della mancanza delle app aggiuntive), potrete immaginare la mia soddisfazione quando ieri, 11 luglio 2008, è stato rilasciato l&#8217;attesissimo upgrade software per il sopracitato giocattolino. Beh, ad onor del vero, detta soddisfazione si è tramutata dapprima in curiosità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo il sottoscritto un felice, felicissimo possessore di iPod Touch (16 Giga, avuto in sconto per via della mancanza delle app aggiuntive), potrete immaginare la mia soddisfazione quando ieri, 11 luglio 2008, è stato rilasciato l&#8217;attesissimo upgrade software per il sopracitato giocattolino.</p>
<p><span id="more-42"></span></p>
<p>Beh, ad onor del vero, detta soddisfazione si è tramutata dapprima in curiosità, in seguito in seccatura, al constatare che ieri <em>i server Apple erano sovraccarichi, <a href="http://www.melablog.it/post/6388/chi-e-riuscito-ad-attivare-un-iphone-3g">generando problemi a non poche persone</a>, </em>e che quindi il benedetto aggiornamento, quello che ha introdotto alcune nuove ed interessanti features, non lo potevo avere. Rabbia? Ma no, dai&#8230;</p>
<p>Ci ho dormito sopra, e infatti oggi pomeriggio, di ritorno da una lunga passeggiata, sono riuscito ad avere quel dannato software. 226 Mb di aggiornamento per ottenere finalmente almeno 2 cose interessanti:</p>
<ul>
<li>il supporto al WPA2 enterprise per la scheda AirPort, che mi permetterà di essere online da ogni remoto angolo della Bicocca;</li>
<li>la possibilità di installare applicazioni di terze parti tramite l&#8217;App Store.</li>
</ul>
<div>Il primo punto non è ancora verificabile nella sua piena funzionalità, in quanto mi manca il campo d&#8217;azione per provare&#8230; in compenso ho provato un bel po&#8217; di applicazioni, rigorosamente solo quelle gratuite, che già ho dovuto sborsare una decina di dollari per avere l&#8217;update.</div>
<div>Beh, le applicazioni gratuite.</div>
<div>In mezzo a quella selva di programmilli di dubbia utilità che spaziano da 99 centesimi ai 30 euro abbondanti, beh, quelli gratuiti fanno davvero, ma davvero, pietà. Certo, ci sono eccezioni illustri: un giochino stile <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Columns_(video_game)">Columns</a>, dal titolo <strong>Aurora Feint: the beginning</strong> e dall&#8217;ambientazione (se si può chiamarla così) fantasy un po&#8217; stile WOW, mi ha letteralmente tenuto incollato al dispositivo per un&#8217;ora filata.</div>
<div>C&#8217;è poi un&#8217;applicazione interessante, che si chiama Remote, che promette di trasformare l&#8217;iPod in un telecomando per l&#8217;iTunes di un computer. Beh, ho provato 30 volte a configurare la cosa, non va una beatissima. Peccato, sarebbe comodo, soprattutto in vista di una casa Apple con un Mac Mini che faccia da media center&#8230;</div>
<div>Ci sono poi dei giochini davvero avvilenti. Non li cito per non fare loro una pubblicità che non si meritano.</div>
<div>C&#8217;è molta roba per il Social Networking, peccato manchi qualsiasi tool per l&#8217;unico a cui sono iscritto e di cui mi freghi qualcosa, che è <a href="http://www.linkedin.com/in/andreamangiatordi">LinkedIn</a>.</div>
<div>Insomma, una mezza delusione&#8230; se poi si pensa a quante applicazioni non ufficiali ma carinissime sarebbero a portata di mano con un bel jailbreak&#8230; Beh, viene quantomeno da innervosirsi.</div>
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		<title>A buoni intenditori&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 11:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Myself]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPod Touch]]></category>
		<category><![CDATA[MacOS]]></category>
		<category><![CDATA[multitouch]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;poche parole. Un&#8217;immagine sarà più che sufficiente&#8230; ..e poi calcolate che esiste il testo alternativo, quindi vi ho detto tutto&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;poche parole. Un&#8217;immagine sarà più che sufficiente&#8230;</p>
<p><img title="ipod touch 16Gb comprato ieri..." src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:D8T-4AO9j_h8YM:http://www.tecnocino.it/img/ipod-touch-with-bluetooth.jpeg" alt="iPod Touch 16Gb comprato ieri..." width="124" /></p>
<p>..e poi calcolate che esiste il testo alternativo, quindi vi ho detto tutto&#8230;<br />
 <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una scelta che cambia le cose</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 15:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iBook]]></category>

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		<description><![CDATA[Era da un bel po&#8217; di tempo che ci stavo pensando&#8230; sapevo che non era una cosa semplicissima, che avrei avuto problemi di ogni tipo e che qualcuno mi avrebbe guardato in cagnesco per il resto della mia esistenza. Ma ci sono momenti in cui uno si guarda allo specchio, si vede cresciuto, con tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era da un bel po&#8217; di tempo che ci stavo pensando&#8230; sapevo che non era una cosa semplicissima, che avrei avuto problemi di ogni tipo e che qualcuno mi avrebbe guardato in cagnesco per il resto della mia esistenza. Ma ci sono momenti in cui uno si guarda allo specchio, si vede cresciuto, con tanto di barba e calvizie avanzata, ripensa a cosa ha fatto finora della sua vita, alle occasioni sprecate, al tempo perduto, ma anche ai momenti felici, ai propri cari. In quei momenti ci si può sentire nullità, oppure si può avere l&#8217;impressione di sfiorare l&#8217;incomprensibile perfezione propria degli esseri superiori che le varie religioni chiamano a vario titolo &#8220;divinità&#8221;.<br />
In quei momenti, in genere, si ha l&#8217;opportunità di scegliere. Scegliere se piegarsi alla banalità di una vita omologata oppure dare un colpo di coda con tutte le proprie forze, risalendo la china e tirandosi fuori dalla mediocrità.<br />
Io, in un momento del genere, ho installato Linux. Sull&#8217;iBook.</p>
<p><span id="more-17"></span>Quella che segue è pressappoco la cronistoria di un&#8217;installazione in sé non troppo problematica, ma pur sempre appassionante, almeno per il sottoscritto. Spero che qualcuno possa trarne, in mezzo alle boiate, almeno qualcosa di utile nel caso dovesse trovarsi nella mia stessa situazione.</p>
<p>Passo 1. <strong>La scelta della distribuzione</strong></p>
<p>Questo è stato nel complesso il passaggio meno sofferto: la scelta è caduta subito su Ubuntu. La utilizzo da ormai un annetto su un paio di pc (il desktop di casa e il laptop dell&#8217;ufficio), non ho mai avuto grossi problemi, anzi. La considero una distro molto semplice ma non banale, dotata di un ottimo sistema di gestione dei pacchetti, con un buon riconoscimento hardware e tutto il resto. Di queste cose parlano già tanti blogger, non voglio tediare oltre i miei già sparuti lettori.<br />
Dico solo per completezza che la versione utilizzata per l&#8217;installazione iniziale era una 6.10 (nome in codice Edgy Eft, aggiornata in seguito a 7.10 (Gutsy Gibbon).</p>
<p>Passo 2. <strong>La configurazione della macchina<br />
</strong><br />
Dicevo nel post precedente che il mio ultimo investimento è stato un hard disk da 160 Giga per il mio iBook. Bene, il disco <span style="text-decoration: line-through;">è</span> era mono-partizione. La procedura di partizionamento guidato, molto semplice se si usano tool grafici come l&#8217;ottimo gdisk di Gnome, si è conclusa in pochi minuti con un ridimensionamento a circa 120 Giga della partizione di MacOS. Nello spazio libero ricavato ritaglio 2 Giga di swap e 38 Giga circa di partizione ext3 per piazzarci Linux. A questo punto, il primo problema: l&#8217;installer mi dice che manca una partizione NewWorld per installare yaboot, il boot loader da usare su queste particolari macchine. Mi informo, e scopro che tale partizione (piccola piccola, neanche 1 Mb) deve essere formattata in nfs. Ok, ma gdisk non me lo consente. Leggo e rileggo altri forum et similia per scoprire ciò che, ahimè, già sapevo: esiste un tool da linea di comando per fare questo lavoro, si chiama mac-fdisk. Dico ahimè perchè in un&#8217;occasione l&#8217;avevo visto usare al buon <a title="Flavio Castelli" href="http://www.flavio.castelli.name/">Flavio</a>, ed ero rimasto sorpreso dalla complessità di questo programma. No no no, troppo sbattimento, non posso credere che il team di Ubuntu non abbia già pensato a tutto.<br />
Ad un tratto un&#8217;illuminazione: provo a piallare tutto lo spazio non-Mac (usando le Utility Disco del MacOS) e a riavviare l&#8217;installazione di Ubuntu: scelgo l&#8217;opzione &#8220;utilizza il più ampio spazio contiguo disponibile&#8221; e lui mi individua la partizione da 40 Giga, creando in automatico swap, root, ma soprattutto la partizione yaboot. Brindisi!</p>
<p>Passo 3. <strong>L&#8217;installazione</strong></p>
<p>Che dire, l&#8217;installazione di Edgy è andata via liscia liscia: non avendo a disposizione una connessione veloce mi sono dovuto accontentare del sistema base, senza neanche il supporto completo all&#8217;Italiano, ma tant&#8217;è. Fin qui nessun altro problema, finchè non mi è venuta la malaugurata idea di fare l&#8217;aggiornamento diretto alla versione 7.10, senza passare da Feisty, che è intermedia.  Il tutto, ovviamente, via rete.<br />
Un disastro: pacchetti che andavano in conflitto come se non ci fosse un domani,kernel introvabile, gente che scopriva d&#8217;un tratto di avere poteri paranormali&#8230; insomma, un bel casino.</p>
<p>Passo 4.  <strong>La reinstallazione e i danni collaterali</strong></p>
<p>Dopo la disfatta ho deciso di reinstallare usando una versione live di Gutsy , ma l&#8217;installer mi abbandonava sul più bello, all&#8217;atto di recuperare i pacchetti aggiuntivi dalla rete.Ho provato con una alternate, e stavolta è andato tutto bene.</p>
<p>Solo un paio di altri <em>sminchiamenti</em>, giusto per usare un francesismo:</p>
<p>1. l&#8217;applet NetworkManager di Gnome mi mandava la CPU al 100% senza apparente motivo. L&#8217;ho disinstallata per ora, non ne sento la mancanza. Se mai la sentissi mi andrò a documentare;</p>
<p>2. la sospensione a disco funziona, col piccolo inconveniente che non riesco ad uscirne;</p>
<p>3. tilda, il terminale a discesa in stile Quake, ogni tanto si incanta.<br />
<em>Edit: questo mi succede pure sul pc di casa, credo sia un problema gentilmente introdotto da tilda&#8230;</em></p>
<p>Per il resto tutto sembra funzionare a meraviglia. Pensavo di avere grossi problemi nell&#8217;abilitare la scheda wifi, ma il &#8220;Gestore Driver con Restrizioni&#8221; di Ubuntu non ha fatto una piega: si è gentilmente offerto di scaricarmi lui il driver proprietario (per Windows) della scheda e di ritagliarne il firmware per l&#8217;utilizzo sotto Linux.</p>
<p>Et voilà, ora Linux parte, anche se sento la necessità di scrivere a breve qualcosa su yaboot, il mio nuovo amico&#8230;</p>
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