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	<title>qwerty &#187; Montevideo</title>
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		<title>Impressioni di Maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 14:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_253" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/05/29507_1401196543133_1028904820_1156080_6340220_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-253" title="Spiaggia di Malvin, Montevideo" src="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2010/05/29507_1401196543133_1028904820_1156080_6340220_n-300x300.jpg" alt="Spiaggia di Malvin, Montevideo" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Spiaggia di Malvin, Montevideo (foto di Fabio Serenelli)</p></div>
<p>Luce grigiastra di una domenica mattina, sono sveglio da circa 3 ore ma mi sono alzato con calma, mi sono lavato con calma, ho fatto colazione con calma. L&#8217;autunno caldo che ha abbracciato Montevideo in questi giorni, toccando godibilissime punte di 26 gradi, sembra ormai sfiorito. In cielo si rincorrono nubi veloci, spazzate dal vento umido che sale dal mare e che lascia uno strano odore sulla biancheria stesa ad asciugare, non proprio qualcosa di piacevole, per quanto caratteristico. Almeno per me, che rientrando in questa casa a tre cuadras dal mare ho avuto la sensazione di potermi muovere ad occhi chiusi, seguendo solo gli odori.</p>
<p><span id="more-252"></span>Sono ormai qui da 11 giorni, anche se mi sembra di essere in viaggio da più di un mese. Gli appuntamenti con le autorità locali, con le scuole, con le maestre, con i bambini si sono susseguiti senza sosta. Ho rivisto gli amici, tanti, e ho già condiviso con loro molto del mio tempo, per raccontare storie e farmene raccontare.. Ieri c&#8217;è stato anche l&#8217;incontro di <a href="http://ceibaljam.org/">CeibalJam</a>, un gruppo di attivisti del software libero, sviluppatori volontari con cui ho iniziato un progetto l&#8217;anno scorso e che lavorano con una passione spaventosa.</p>
<p>Le Ceibalitas (così chiamano qui i laptop di OLPC) sono dappertutto: per strada e sugli autobus capita spesso di vedere bambinetti di 7/8 anni &#8211; anche bambinette &#8211; tutti intenti a spiegare alla mamma o al fratellino di turno gli arcani misteri della computadora.. A scuola tutti mi ripetono più o meno la stessa cosa: i bambini portano con sè il computer tutti i giorni, le maestre lo usano una, due o tre volte alla settimana nella didattica, molte macchine si rompono (ovvio, non da sole&#8230; i bambini sono bambini) e le riparazioni richiedono un bel po&#8217; di tempo&#8230; ho anche avuto modo di fare un test di competenza d&#8217;uso in una classe, rilevando un buon livello di competenza ma una scarsa consapevolezza. Insomma, credo che qui siano quasi tutti in una fase di innamoramento tecnologico, che però comincia già a dare segni di disillusione, soprattutto nelle maestre. La loro principale lamentela, in effetti, non fa una grinza: hanno ricevuto questi computer, ma preparare una lezione basata sull&#8217;uso di questa risorsa non tradizionale richiede il doppio, se non il triplo o il quadruplo del tempo. E qui, per intenderci, una maestra guadagna così poco da essere praticamente costretta a fare il doppio turno, lavorando in due scuole diverse per un totale di 8 ore al giorno. Come dare loro torto?</p>
<p>Domani sarà  giorno di vacanza, non ho capito bene per cosa&#8230; ne approfitterò per passare un po&#8217; di tempo con gli amici ma anche per fare ordine tra i miei materiali&#8230;</p>
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		<title>Di nuovo in viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 12:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maggio è appena iniziato, ma per me sarà un maggio strano: per il secondo anno consecutivo mi perderò l&#8217;esplosione della primavera &#8211; che, comunque, non è sembrata finora molto esplosiva&#8230; &#8211; e mi immergerò nell&#8217;autunno Uruguayo. Come l&#8217;anno scorso, ma stavolta per un periodo più breve, un mese scarso. Scrivo queste righe mentre, per dirla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio è appena iniziato, ma per me sarà un maggio strano: per il secondo anno consecutivo mi perderò l&#8217;esplosione della primavera &#8211; che, comunque, non è sembrata finora molto <em>esplosiva</em>&#8230; &#8211; e mi immergerò nell&#8217;autunno Uruguayo. Come l&#8217;anno scorso, ma stavolta per un periodo più breve, un mese scarso. Scrivo queste righe mentre, per dirla un po&#8217; alla Baricco, ho sotto il sedere qualche centimetro di sedile, la stiva di un aereo e poi qualche chilometro di vuoto, ma nelle orecchie la musica che il mio iPod seleziona premurosamente per me. Sembra in grado di percepire i miei stati d&#8217;animo, alternando canti tradizionali irlandesi, che parlano per lo più di addii e di partenze, a una cover di <em>Losing my religion</em> cantata da Tori Amos..</p>
<p><span id="more-249"></span></p>
<p>Il pilota ha appena annunciato che l&#8217;itinerario previsto ci porterà a sorvolare il Sahara, speriamo non ci siano nuvole. C&#8217;è una telecamera sulla coda che mostra l&#8217;aereo dall&#8217;alto, davanti e sotto di noi ci sono molte nuvole, almeno per ora.</p>
<p>Mentre scrivo mi immagino l&#8217;arrivo a Montevideo, che in realtà sarà solo domani. Per stanotte mi fermerò a Buenos Aires, in un B&amp;B della Recoleta, quartiere turistico e molto pittoresco. Le foto sul sito promettono molto bene, con quello stile un po&#8217; decadente che tanto mi piace e che è un po&#8217; tipico di questa parte di mondo. Mi immagino l&#8217;arrivo a Montevideo di domani, quando potrò riabbracciare amici, rivedere strade e spiagge, riannusare odori, raccontare storie. Stanotte, mentre mi rigiravo nel letto nel vano tentativo di prendere sonno, onde di parole in Spagnolo &#8211; anzi, in <em>Rioplatense</em> &#8211; emergevano continuamente dai miei pensieri e delle mie preoccupazioni. Ho davanti l&#8217;ultima parte &#8211; cruciale &#8211; del mio lavoro sul campo, che mi permetterà di concludere la mia tesi di dottorato in modo dignitoso. A questo pensiero fisso si mescolano frasi, interi discorsi che dovrò presto fare, spiccano le espressioni idiomatiche, che mi sono rimaste appiccicate allo Spagnolo scolastico che conoscevo e che ora mi sembra di non poter ricordare più, sepolto com&#8217;è sotto i <em>tá</em>, i <em>vos</em>, i <em>che,</em> le <em>y</em> e le <em>ll</em> che suonano identiche (al punto che in Uruguay ho visto bambini che invece di scrivere <em>yo</em> si lanciavano in imporbabili <em>llo</em>).</p>
<p>Presto rivedrò soprattutto i bambini, quelli che l&#8217;anno scorso mi hanno dato tante soddisfazioni e che ora, chissà&#8230; saranno diventati tutti smanettoni? Avranno imparato a ricompilarsi il kernel, sulle loro macchinette infestanti piene di software libero? Mi sa di no, ma so che mi divertirò ancora con loro. Ho intenzione di tornare presto a visitare il Borro, una delle zone più povere e desolate di Montevideo, dove la spazzatura è lavoro, la droga una necessità, la scuola un&#8217;isola felice, la vita, ahimè, spazzatura.. Un cerchio che si chiude tristemente. Mi ci hanno invitato alcune maestre conosciute l&#8217;anno scorso, non mancherò l&#8217;occasione di portare un po&#8217; di quel che so anche lì dove gli autoctoni hanno paura a mettere piede.</p>
<p>***</p>
<p>Ora ho pure pranzato, con il classico vassoio da aereo dove non si capisce quale plastica faccia parte del packaging e quale sia quella da mangiare.. Dietro di me ho due bambini che ogni dieci minuti frignano per qualcosa, ma fortunatamente l&#8217;iPod riesce a sovrastare le loro vocine. Ora il mio fido player musicale mi propone &#8220;The hill&#8221;, dalla colonna sonora di Once, film molto bello, dove ad un certo punto si scopre che la protagonista femminile vive a due palazzi di distanza da dove una volta, con la mia metà, ho preso in affitto un appartamentino per le vacanze. A Dublino, ovvio.</p>
<p>Toh, il Sahara&#8230; me lo aspettavo proprio così: color sabbia.</p>
<p>Le hostess sono appena passate a consegnare una copia del modulo da compilare per l&#8217;ufficio immigrazione, che mi riporta con i piedi per terra &#8211; metaforicamente parlando &#8211; e risveglia in me un ricordo che avevo Freudianamente rimosso: <em>la burocrazia</em>. Questo è il primo di quei tre o quattro moduli di dati anagrafici e domande varie sul mio bagaglio che dovrò compilare tra oggi e domani.</p>
<p>Stamattina mi sono letto mezzo Wired di maggio nel tragitto Milano-Madrid: proprio un anno fa su quella rivista, che molti sembrano adorare al di là di ogni logica, mentre altri denigrano, ci era finito proprio il sottoscritto. Proprio gazie al fatto di essere in Uruguay. E ora che ci sto tornando, Negroponte ha già annunciato l&#8217;arrivo per il 2012 di un XO 3 in formato tablet, cioè la versione povera dell&#8217;iPad che è il discusso oggetto tecnologico del momento. E proprio dalle pagine di Wired mi dice: mettermo 100 libri su ogni computer, con la possibilità di condividerli. Così ogni bambino di un villaggio africano ne avrà a disposizione centinaia e centinaia. Migliaia. Decine di migliaia, a seconda delle dimensioni del villaggio. Forte. Ma serve un tablet?</p>
<p>Bah, mi sa che ora mi metterò a sistemare un po&#8217; il capitolo della mia tesi dedicato al progetto, per ammazzare il tempo. Riuscirò a pubblicare questo post solo stasera, quando arriverò al B&amp;B, perciò se siete arrivati a leggere fino a qui, sappiate che molto probabilmente in questo momento sto dormendo, o sono su un traghetto, nel mezzo del Rio de la PLata&#8230;</p>
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		<title>5 foto per raccontare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 02:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Accidenti, un mese e una settimana dall&#8217;ultimo post su questo blog&#8230; Il ritmo delle mie giornate Montevideane in quest&#8217;ultimo periodo si è fatto davvero sostenuto, tra il lavoro con i bambini a scuola e i vari coinvolgimenti con la locale comunità di utenti di Linux&#8230; Approfitto di una giornata tranquilla &#8211; qui, tanto per cambiare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accidenti, un mese e una settimana dall&#8217;ultimo post su questo blog&#8230; Il ritmo delle mie giornate Montevideane in quest&#8217;ultimo periodo si è fatto davvero sostenuto, tra il lavoro con i bambini a scuola e i vari coinvolgimenti con la locale comunità di utenti di Linux&#8230; Approfitto di una giornata tranquilla &#8211; qui, tanto per cambiare, è festa nazionale e le scuole sono chiuse &#8211; e del fatto che una mezza influenza in corso mi costringe a restare a casa per poter finalmente dare corpo a un&#8217;idea che avevo in mente da un po&#8217; di tempo: fare un riassuntino con alcune fotografie chiave di quelle che sono state le mie esperienze di queste ultime settimane. Non necessariamente cose che mi hanno cambiato la vita, ma spero possano interessare a qualcuno dei miei pochi lettori.</p>
<p><span id="more-160"></span></p>
<p>Ho scelto 5 foto, via con la prima, che è molto poco personale:</p>
<div id="attachment_161" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/IMG_0852.JPG"><img class="size-medium wp-image-161" title="Orsi" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/IMG_0852-300x168.jpg" alt="United Buddy Bears @ Plaza Independencia, Montevideo" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">United Buddy Bears @ Plaza Independencia, Montevideo</p></div>
<p>Plaza Independencia, il cuore della Ciudad Vieja, è stata invasa da un&#8217;orda di orsi. Sono quelli di <a href="http://www.buddy-bear.com/">United Buddy Bears</a>, un&#8217;installazione artistica di livello mondiale che si muove di città in città promuovendo i valori della fratellanza e dell&#8217;uguaglianza, ma soprattutto raccogliendo fondi per bambini bisognosi. È composta da un orso per ogni paese del mondo, ciascuno dipinto da un artista di quel paese. Gli orsi sono tutti nella stessa posizione, con le braccia alzate (pardon, le zampe alzate) come per prendersi tutti per mano e formare una sorta di girotondo.</p>
<p>Per inciso, quello Italiano non mi piaceva per nulla. Quello Uruguayo è stato oggetto di insulti veri e propri, finchè non è stato sostituito. Quello Irlandese, beh, quello Irlandese era spettacolare.. <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Ho messo su Picasa l&#8217;intera serie di foto scattate ai pupazzoni, le trovate <a href="http://mangiatordi.net/immagini/">qui</a>.</p>
<p> </p>
<p>E ora la seconda foto, decisamente più forte della precedente:</p>
<div id="attachment_169" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2009/06/IMG_092741.jpg"><img class="size-medium wp-image-169" title="Borro" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/IMG_09274-300x168.jpg" alt="Vista dell'asientamiento del Borro" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Vista dell&#39;asientamiento del Borro</p></div>
<p>L&#8217;ho scattata mentre percorrevo, accompagnato dalla mia amica e collega Francesca e dalla direttrice di una scuola, uno dei quartieri più poveri di Montevideo, conosciuto come &#8220;il Borro&#8221;. Rosario (questo il nome della direttrice, gran brava persona) ci ha voluto mostrare l&#8217;altra faccia della città, portandoci dove la legalità non esiste, l&#8217;igiene non esiste, la droga comanda, i bambini hanno poche speranze di un futuro dignitoso. </p>
<p>Penso che non dimenticherò mai i loro sguardi, tra il curioso e il diffidente, mentre ci guardavano camminare per le stradine contornate di rifiuti. Lì si parla di povertà strutturale: dagli anni &#8217;50 a oggi, varie generazioni sono nate e cresciute in mezzo alle baracche e alla spazzatura, radunata dal resto della città per poter estrarre qualcosa di vendibile.</p>
<p>Ad ogni modo, è stata una bella esperienza: la scuola lì è una realtà molto importante ed è stato un vero piacere essere accolto da Rosario e dalle sue maestre, che ora aspettano con ansia la consegna dei laptop: per ragioni di sicurezza (?) loro saranno tra gli ultimi a riceverli..</p>
<p> </p>
<p>Proseguendo in ordine cronologico, ecco invece qualcosa di più leggero, ma che mi ha dato parecchia soddisfazione:</p>
<div id="attachment_168" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2009/06/IMG_094911.jpg"><img class="size-medium wp-image-168" title="post FIA" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/IMG_09491-300x225.jpg" alt="Pranzo tra ggiovani dopo il FIA" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Pranzo tra ggiovani dopo il FIA</p></div>
<p>Mi è stato chiesto di rappresentare il LATU, e in particolare degli sforzi che si stanno facendo dentro al Plan Ceibal per l&#8217;accessibilità delle macchine, durante il <a href="http://www.fia.com.uy/">Foro de Innovación de las Américas</a>, che quest&#8217;anno si è tenuto proprio qui a Montevideo, presso l&#8217;hotel Radisson di Plaza Independencia. Se penso che solo una settimana prima ero in mezzo alla miseria nera&#8230; </p>
<p>È stata una bella occasione per raccogliere contatti e per presentare i miei progetti. Ora ho anche una nuova amica a Boston, che lavora per il MIT!</p>
<p>Nella foto, scattata dopo il pranzo, compaiono da sinistra a destra: Kendra (<a href="http://web.mit.edu/">MIT</a>), Serrana (<a href="http://www.iadb.org/">IDB</a>), Isabel (<a href="http://www.latu.org.uy/">LATU</a>), e Carlos (<a href="http://www.iadb.org/">IDB</a>).</p>
<p> </p>
<p>E ora la quarta foto, frutto di una gita molto rapida a Punta del Este, una delle località turistiche più famose dell&#8217;Uruguay:</p>
<div id="attachment_170" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2009/06/IMG_10991.jpg"><img class="size-medium wp-image-170" title="Mano" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/IMG_1099-300x160.jpg" alt="La mano di Punta del Este" width="300" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">La mano di Punta del Este</p></div>
<p>Ci sono stato in un giorno dal clima incerto, come dimostra il cielo, perchè in realtà ero lì per fare visita a due scuole. Ancora una volta sono rimasto impressionato dalle due facce di questo paese, una misera e l&#8217;altra quasi disgustosamente sfarzosa. Nella foto si vede solo <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Monumento_al_Ahogado">la famosa mano che sorge dalla sabbia</a>, ma tutto intorno è un proliferare di ville, palazzoni di lusso, casinò, ristoranti.. metterò su Picasa qualche foto in più..</p>
<p> </p>
<p>E ora l&#8217;ultima foto di questa serie, scattata all&#8217;inizio del terzo <a href="http://www.ceibaljam.org/">Ceibal Jam</a>:</p>
<div id="attachment_171" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2009/06/3578687663_5da8b45c1a_o1.jpg"><img class="size-medium wp-image-171" title="ceibaljam" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/3578687663_5da8b45c1a_o-300x199.jpg" alt="L'inizio del Ceibal Jam 3 - foto by Oso" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;inizio del Ceibal Jam 3 - foto by Oso</p></div>
<p>Si tratta di un incontro per sviluppatori volontari di software per il laptop XO. Ho avuto la possibilità di gestire direttamente un laboratorio di due giorni sul tema dell&#8217;accessibilità e del software per diversamente abili, rinforzando amicizie e mettendo in comunicazione gente. Bello, davvero bello. Due sabati, dalle 9.00 del mattino alle 23.00. Se non ci fosse la passione..</p>
<p> </p>
<p>Ma sì dai, un&#8217;altra foto&#8230; che se avete letto fino a qui è perchè questo racconto per tappe un po&#8217; vi ha entusiasmato: </p>
<div id="attachment_172" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mangiatordi.net/wp-content/uploads/2009/06/Image0321.jpg"><img class="size-medium wp-image-172" title="cld@borro" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/Image032-300x200.jpg" alt="CLS @ Escuela 319" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">CLS @ Escuela 319</p></div>
<p>Eccomi di nuovo nel Borro, questa volta accompagnato dagli amici di CLD (Cultura Libre Digitál, conosciuti durante la preparazione del FLISOL). Abbiamo &#8220;liberato&#8221;, in sole 4 ore di lavoro, un intero laboratorio di informatica, installando Linux e molto software didattico open source su oltre 20 macchine, ottimizzando la configurazione della rete e mettendoci a disposizione delle maestre per dubbi e domande, soprattutto rispetto all&#8217;XO.</p>
<p>Nella foto teniamo in mano delle scatolette blu, con scritto sopra &#8220;China Aid&#8221;: i computer sono una donazione dell&#8217;ambasciata cinese, dovuta al fatto che la scuola porta il nome della &#8220;República Populár China&#8221;. Nelle scatolette c&#8217;era un cd con Kylin Linux e un manuale d&#8217;uso.</p>
<p> </p>
<p>Ecco, ce l&#8217;ho fatta&#8230; ciascuno di questi eventi avrebbe meritato un post a sè, lo so. Ci sarebbero milioni di altre cose da raccontare. Ho volutamente lasciato fuori l&#8217;esperienza nelle scuole, che è il principale motivo per cui sono qui. Ci sarebbe di che scrivere un libro. Ora mancano appena due settimane al mio ritorno, presto potrò reincontrare vecchi amici e raccontare in prima persona&#8230;</p>
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		<title>Andrea, ci dai un compito?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 03:27:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Quando ero piccolo e paffuto non amavo molto i compiti, ma del resto credo non li ami nessun bambino. Eppure una dozzina di giorni fa, mentre ero in visita a una classe in cui è integrato uno dei bambini disabili con cui lavoro, dopo aver mostrato il laptop XO mi sono proprio sentito chiedere: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<div id="attachment_153" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/img_07941.jpg"><img class="size-medium wp-image-153  " title="¡La computadora que quiero!" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/img_07941-300x225.jpg" alt="¡La computadora que quiero!" width="400" /></a><p class="wp-caption-text">¡La computadora que quiero!</p></div>
<p>Quando ero piccolo e paffuto non amavo molto i compiti, ma del resto credo non li ami nessun bambino. Eppure una dozzina di giorni fa, mentre ero in visita a una classe in cui è integrato uno dei bambini disabili con cui lavoro, dopo aver mostrato il laptop XO mi sono proprio sentito chiedere:</p>
<p><em>&#8220;Andrea, ci dai un compito?&#8221;</em></p>
<p><em><span id="more-151"></span></em></p>
<p>Ore 13.00 di un soleggiato mercoledì di maggio: raggiungo la scuola 62 di Sayago, un quartiere della parte nord di Montevideo. È la seconda volta che vengo qui, ma la prima da solo: incontro sulla porta d&#8217;ingresso la direttrice, mi saluta, mi faccio riconoscere. Parliamo un paio di minuti e propongo, in cambio della disponibilità con cui sono stato accolto per svolgere il mio lavoro di ricerca sul campo, di impartire qualche lezione pratica sull&#8217;uso del mini laptop. Entusiasmo, bene. Qui tutti hanno un po&#8217; paura di trovarsi soli ad affrontare questa benedetta nuova tecnologia, praticamente imposta dall&#8217;alto. Ogni aiuto è considerato prezioso, quindi vedremo di organizzare qualche incontro con le maestre.</p>
<p>Oggi sono qui per altro, devo fare la conoscenza di una classe di bambini. Ci spostiamo verso l&#8217;aula dove è previsto il mio intervento di oggi e dei mercoledì a venire.</p>
<p>I bambini, vedendomi entrare, esultano. </p>
<p><em>&#8220;Maestra! È tornato l&#8217;Italiano!&#8221;</em></p>
<p>Quando la settimana precedente mi avevano chiesto un compito, leggendo negli occhi dei bimbi tanta voglia di stringere tra le mani questo giocattolino tecnologico bianco e verde, avevo risposto sorridente:</p>
<p><em>&#8220;Va bene, per la prossima settimana portatemi il disegno di un computer!&#8221;</em></p>
<p>Non credevo lo volessero fare davvero, eppure così è stato: appena entrato in aula ricevo dalle bimbe una quantità di fogli cosparsi di cuoricini con al centro un XO sorridente, poi dai maschietti fogli spiegazzati con disegni molto minuziosi di testiere, monitor e antenne, persino un modellino ritagliato e piegato, tridimensionale!</p>
<p>Tutto molto bello, per quanto il contesto in cui mi trovo a lavorare sembri spesso necessitare di <em>ben altro </em>che di un computer per ogni bambino. Eppure queste piccole pesti, con il loro entusiasmo, sono contagiose&#8230;</p>
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		<title>25 aprile: festa della liberazione del Software!</title>
		<link>http://www.mangiatordi.net/2009/04/24/25-aprile-festa-della-liberazione-del-software/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 18:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Linux Day]]></category>
		<category><![CDATA[LUG]]></category>
		<category><![CDATA[Montevideo]]></category>
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		<category><![CDATA[opensource]]></category>
		<category><![CDATA[ORCA]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie assistive]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo qualche riga per ricordare a tutti i miei lettori che domani, 25 aprile 2009, alle 10.30 Uruguayane (che corrispondono alle 15.30 Italiane) terrò un seminario al FLISOL di Montevideo, presso la Torre delle Comunicazioni di Antel. Il tema della mia charla saranno, ancora una volta, le tecnologie assistive. Avrò l&#8217;onore di essere l&#8217;ambasciatore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="FLISOL" src="http://preguntaslinux.org/imagesPL/headbox.png" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p>Solo qualche riga per ricordare a tutti i miei lettori che domani, 25 aprile 2009, alle 10.30 Uruguayane (che corrispondono alle 15.30 Italiane) terrò un seminario al <a href="http://www.flisol.net/">FLISOL</a> di Montevideo, presso la <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Torre_de_las_Telecomunicaciones">Torre delle Comunicazioni di Antel</a>. Il tema della mia charla saranno, ancora una volta, le tecnologie assistive. Avrò l&#8217;onore di essere l&#8217;ambasciatore del bglug oltreoceano!</p>
<p>L&#8217;evento sarà trasmesso in diretta attraverso alcune webcam. Per poterlo seguire è necessario dotarsi del programma gratuito <a href="http://www.videolan.org/vlc/">VLC</a> ed usarlo per aprire l&#8217;indirizzo http://giss.tv:8000/flisol_mvd.ogg</p>
<p>Ora vado a rivedere le mie slide per l&#8217;ultima volta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una settimana molto densa&#8230;</title>
		<link>http://www.mangiatordi.net/2009/03/01/una-settimana-molto-densa/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 18:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Myself]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[Montevideo]]></category>
		<category><![CDATA[movida]]></category>
		<category><![CDATA[OLPC]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Una settimana intensa tra gite, carnevale e altre amenità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima settimana qui a Montevideo mi sono successe un bel po&#8217; di cose: gite, festeggiamenti per il carnevale, visite alle scuole&#8230; ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.quesomagro.com"><img class=" " title="Queso Magro" src="http://www.quesomagro.com/galeria/cache/2006/varios/000_2060.JPG_595.jpg" alt="Unimmagine della Murga Queso Magro, una delle più divertenti che mi sia capitato di vedere..." width="400" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#39;immagine della Murga Queso Magro, una delle più divertenti che mi sia capitato di vedere...</p></div>
<p><span id="more-123"></span></p>
<p>Anzitutto lo scorso sabato sono stato a Josè Ignacio, splendida località di mare, ospite nella casa di <a href="http://laptop.org/en/utility/people/antonio-battro.html">Antonio Battro</a>, il Chief Education Officer di OLPC. <a href="http://www.farfalla-project.it/blog/immagini/?album=JoseIgnacio21Febbraio2009">Qui</a> alcune delle foto di un&#8217;indimenticabile giornata dal clima incerto.</p>
<p>Nei tre giorni seguenti sono stato libero dal lavoro perchè il lunedì e il martedì si festeggiava il carnevale: non che sia finito, andrà avanti ancora per un bel po&#8217;, anche se nessuno mi ha saputo dire esattamente fino a quando. Fatto sta che martedì ho visto la mia prima Murga, uno spettacolo tradizionale realizzato da un gruppo di giovani. Di questi gruppi ne esistono a decine, che si preparano molto bene alle <em>actuaciones</em>, queste serate aperte al pubblico in cui cada gruppo dà il meglio di sè. Gli spettacoli includono recitazione, musica e ballo, con contenuti satirici riguardanti l&#8217;attualità internazionale e locale. Fino a mercoledì mattina siamo stati in compagnia di Andrea, un cugino della mia dolce metà, che sta facendo un lungo viaggio attraverso il sud America, visitando soprattutto Argentina e Brasile.</p>
<p>Nei giorni seguenti ho avuto i miei primi contatti diretti con le scuole di qui: l&#8217;anno scolastico inizierà il 5 marzo ma le maestre stanno già ricevendo i loro XO laptop. L&#8217;interesse che manifestano per questa iniziativa è molto alto, ma permane giustamente anche parecchia titubanza rispetto ad un mezzo visto sempre come qualcosa di antitetico rispetto all&#8217;educazione tradizionale.</p>
<p>Durante i miei giri per le scuole ho avuto anche il tempo di fare qualche fotografia alla Ciudad Vieja, il centro storico di Montevideo. <a href="http://www.farfalla-project.it/blog/immagini/?album=Montevideo">Qui</a>, in coda, le foto di giovedì mattina.</p>
<p>Ora mi sto riprendendo dalla movida: nelle ultime due sere abbiamo stretto nuove amicizie e siamo finiti in locali e feste per tiratardi&#8230; Domani farò una sessione di &#8220;alfabetizzazione&#8221; informatica ad un gruppetto di maestre, il passo più difficile sarà insegnare ad aprire il laptop!!</p>
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		<title>Que corra la vóz</title>
		<link>http://www.mangiatordi.net/2009/02/08/que-corra-la-voz/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 02:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Myself]]></category>
		<category><![CDATA[OLPC]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Montevideo]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo resoconto della mia esperienza a Montevideo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono da poco più di 24 ore a <strong>Montevideo</strong>, Uruguay: non ho ancora avuto né il tempo né la forza di visitare il centro storico e le altre amenità, ma per quello non c&#8217;è fretta. Quel che davvero importa ora è che grazie allo sbattimento di Francesca, la mia collega e compagna di viaggio, alloggio in una depandance del villino di una splendida coppia di origini italiane.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_110" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-110" title="andrea_arrivo" src="http://www.farfalla-project.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/andrea_arrivo-225x300.jpg" alt="L'arrivo all'aeroporto Carrasco di Montevideo" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">L&#39;arrivo all&#39;aeroporto Carrasco di Montevideo</p></div>
<p><span id="more-109"></span></p>
<p>Il viaggio non ha avuto imprevisti nonostante almeno tre timori mi avessero un poco messo in agitazione nei giorni scorsi:</p>
<ol>
<li>il volo Alitalia da Roma a Buenos Aires ha fatto solo mezz&#8217;ora di ritardo su 14 ore di volo. Unica pecca, l&#8217;impianto elettrico della zona passeggeri doveva essere usurato, perché le luci di lettura del nostro comparto si accendevano nella notte totalmente a caso, svegliando passeggeri proprio fortunati;</li>
<li>alla frontiera Argentina e Uruguaya non ci hanno fatto storie di sorta, anzi, credo di essere stato oggetto del controllo bagagli più fuffa di quest&#8217;anno: tre agenti palesemente svogliati mi hanno guardato il trolley ai raggi X e mi hanno chiesto più o meno &#8220;cos&#8217;altro hai qua dentro insieme al computer?&#8221;: li ho annoiati spiegando che c&#8217;era un XO laptop e che stavo andando in Uruguay per il plan Ceibal e mi hanno lasciato passare pur di non sentirmi più magnificare le idee di Negroponte&#8230;</li>
<li>l&#8217;XO di cui sopra ha passato senza problemi ogni controllo, nonostante la mancanza di HD tradizionale potesse destare dei dubbi, come successo un po&#8217; di tempo fa <a href="http://punto-informatico.it/2219104/PI/News/check-in-macbook-air-non-puo-volare.aspx">al possessore di un macbook air</a>. A Orio al Serio un agente ha detto a un altro: &#8220;Questo non ha la memoria!&#8221; e l&#8217;altro, sagace: &#8220;si dimentica tutto?&#8221;</li>
</ol>
<p>Ora sto smaltendo il piccolo sbalzo di fuso orario, che mi ha procurato giusto qualche mal di testa e poco più. Il clima è molto caldo, ma ventilato: il grosso rischio è di stare al sole senza percepirne la viulenza per via del vento fresco e prendersi così una bella insolazione. Starò attento..</p>
<p>Ho messo <a href="http://www.mangiatordi.net/immagini">qui</a> alcune fotografie, man mano le aggiungerò lì e creerò nuovi album per ogni città che visiterò in questo Paese. Dai, è la volta buona che scrivo un po&#8217; su sto povero blog&#8230;<br />
 <img src='http://www.mangiatordi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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